Missione Stonehenge: la spettroscopia Raman sul campo

Sourcing Stonehenge’s stones:
Provenance studies at the world’s most iconic neolithic monument
19 December 2024
Auditorium Martinotti, University of Milano-Bicocca
Tre voci appassionate condividono con il pubblico un’esperienza di ricerca dedicata a uno dei siti archeologici più iconici e carichi di mistero: Stonehenge.
La collaborazione prende avvio alcuni anni fa, in seguito a un seminario tenuto dal Professor Nick Pearce presso l’Università di Milano-Bicocca. In quell’occasione emerge come il know-how sviluppato dal Centro Provenance possa offrire un contributo significativo allo studio delle pietre del monumento.
Il Centro applica infatti protocolli avanzati per l’analisi della composizione su quantitativi minimi di campione e utilizza la spettroscopia Raman per l’identificazione dei minerali.
Particolarmente significativa è la possibilità di impiegare strumenti portatili per eseguire analisi direttamente in situ. Una risorsa preziosa nel caso di siti di eccezionale valore e integralmente tutelati, come Stonehenge.
Da questa convergenza di competenze nasce l’idea di una missione sul campo, che si realizza nel settembre 2024. L’obiettivo è raccogliere il maggior numero possibile di spettri Raman, consapevoli dell’eccezionalità di poter lavorare direttamente sulle pietre del monumento.
L’incontro ripercorre quell’esperienza, restituendo l’emozione del lavoro scientifico davanti a un enigma millenario e raccontando i passi avanti compiuti grazie al coordinamento tra diversi gruppi di ricerca.
Il Professor Nick Pearce introduce il contesto scientifico in cui si inserisce la collaborazione con il Centro Provenance, evidenziando la complessità e l’ampiezza degli studi che nel tempo hanno interessato il sito.
La Dottoressa Marta Barbarano e il Professor Sergio Andò raccontano quindi la missione: la notte trascorsa a raccogliere spettri Raman sulla “Pietra dell’Altare”, uno degli elementi più discussi del complesso monumentale. I risultati dell’indagine, frutto di un approccio multidisciplinare, hanno consentito di escludere alcune ipotesi sulla provenienza della pietra e di aprire nuove prospettive di ricerca su uno dei principali interrogativi ancora irrisolti legati al monumento.
